01Fotografa l'impianto che hai davvero
Un sopralluogo che finisce in un documento: com'è fatta la rete, dove sono gli accumuli e quanto sono grandi, quali rami restano fermi, se il ricircolo ricircola, che temperature si misurano alle camere più lontane, quali punti generano aerosol.
Nella maggior parte delle strutture la rete è cambiata negli anni — un'ala aggiunta, una spa ricavata, un bollitore sostituito — senza che nessuno aggiornasse un disegno. Alla fine ne hai uno.
02Stabilisce prima cosa si fa dopo
Per ciascuna fascia di contaminazione il piano scrive cosa succede: quali camere escono dal servizio e quali no, quale trattamento si adotta, in quanto tempo, chi ricampiona, con quale criterio si riapre.
Il giorno della telefonata della ASL la domanda non è «e adesso?». E nemmeno «chi chiamo?». La risposta è già scritta, decisa da te quando non c'era nessuna urgenza.
03Dice anche quello che non serve fare
Una valutazione fatta bene non moltiplica gli interventi: li circoscrive. Stabilisce quali parti dell'impianto sono a rischio basso, con che frequenza campionare e quanti punti servono per un quadro attendibile.
Senza, le strade sono due e costano entrambe: non fare niente, oppure trattare tutto.
04Si rivede ogni due anni, meglio ogni anno
È la cadenza che le linee guida indicano per le strutture ricettive — diversa da quella delle strutture sanitarie e delle RSA, che è annuale. Si rivede comunque quando l'impianto cambia: lavori, un'ala riaperta, una stagione diversa.
E si rivede con urgenza alla segnalazione di un possibile caso. Che è, di nuovo, il momento in cui avere già tutto il resto fa la differenza.
05Sei fra le strutture «prioritarie». Non è una scelta.
Il D.Lgs 18/2023 ordina le strutture prioritarie in classi, e la ricettività è nominata espressamente. Non c'è da stabilire se ti riguarda: da stabilire c'è solo a che livello.
Gli alberghi stanno in classe C: serve un piano di autocontrollo degli impianti idrici, che può anche essere incorporato nel documento di valutazione dei rischi o nel piano HACCP che hai già. I campeggi, e le palestre e i centri benessere che spesso stanno dentro una struttura ricettiva, sono in classe D: lì il minimo è un piano di verifica igienico-sanitaria.
Il primo adempimento, però, non è il documento: è identificare il Gestore Idrico della Distribuzione Interna, cioè chi risponde dell'impianto fra il contatore e il rubinetto. Può essere il titolare, il direttore, o un soggetto esterno a cui l'incarico viene affidato.
La valutazione va messa in atto entro il 12 gennaio 2029, verificata ogni anno e riesaminata ogni sei. Sembra lontano, ma è solo la scadenza di legge: quella operativa resta la revisione ogni due anni delle linee guida — e soprattutto il giorno in cui arriva una segnalazione.
Quello che resta alla struttura
Sono documenti tuoi, non nostri: restano quando cambia il gestore o il fornitore. Sono anche quelli che si mostrano in caso di verifica — e quelli da allegare al rapporto preliminare, se un giorno serve.
Li redigiamo noi, tutti. L'unica parte che non facciamo in casa è l'analisi dei campioni, che esegue un laboratorio accreditato: un rapporto di prova di un laboratorio terzo ha un valore che un'analisi fatta da chi esegue anche i lavori non avrebbe.
- Il documento di valutazione del rischio, con la descrizione dell'impianto e i punti critici
- Il piano di autocontrollo: procedure, frequenze, punti di prelievo fissi e azioni per ciascuna fascia
- Il registro degli interventi: cosa è stato fatto, quando, da chi e con quale esito
- I rapporti di prova del laboratorio accreditato
- I verbali di sopralluogo e le letture delle temperature
- L'attestazione della formazione del personale che gestisce l'impianto
Se la struttura chiude e riapre
Per le strutture a funzionamento stagionale le linee guida sono esplicite: il campionamento va sempre effettuato prima della riapertura. E prima ancora, alla riapertura va fatta la pulizia completa di serbatoi e rubinetteria e la disinfezione dell'intera rete, facendo poi defluire a lungo l'acqua da tutte le erogazioni. Sono lavori da bassa stagione: a struttura vuota costano una frazione di quello che costerebbero ad agosto, e non tolgono una camera dal mercato.
La valutazione del rischio non protegge dalla Legionella: protegge dal non sapere. A proteggere è l'impianto, se tenuto nelle condizioni giuste. Il documento serve a stabilire quali sono quelle condizioni nel tuo caso, a che punto sei oggi, e cosa si fa se qualcosa cambia.